postato da 99giu alle ore 17:33
martedì, 22 aprile 2008

alla riscossa stupidi
che i fiumi sono in piena
potete stare a galla.

fb.
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postato da 99giu alle ore 11:08
venerdì, 22 febbraio 2008

qua
il mio pensiero sul quarto disco dei Baustelle.

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postato da Daniele2046 alle ore 00:30
mercoledì, 13 febbraio 2008

Provare a dare una nuova definizione al concetto di mafia.

La mafia è un'aria che si respira, che spinge le persone a seguire una strada piuttosto che un'altra, che indirizza le discussioni di tutti quelli che respirano quell'aria.

A Palermo c'è la mafia (per antonomasia, quasi un marchio registrato)
A Napoli c'è la camorra
A Bari la sacra corona unita
A Reggio Calabria l'andrangheta

ma il concetto di mafia non prevede la presenza di armi, di violenza fisica o di violazioni della legge, perché la mafia è anche altrove. E' in tutte quelle città, che mentre le stai per raggiungere ti fanno parlare di quello che le fa girare, quelle in cui ti basta vedere i passeggeri di un treno per capire di cosa si occuperanno una volta arrivati alla loro destinazione finale.

A Torino c'è la Fiat
A Bologna c'è la Coop (le o in mezzo una volta erano c)
A Roma poi le mafie ci sono tutte.

Manca Milano, non facendoci mancare nulla, non potevamo di certo farci mancare una mafia. L'aria che si respira qui, la mafia che puoi trovare qui, si chiama produttività. Si produce si produce e si produce. Non si sta mai fermi.
Conta fino a 10 prima di parlare, ridotto al suo contrario.
Se una cosa, un momento, una situazione è vuota bisogna prodursi per riempirla. Il ciclo produttivo non si arresta mai, si producono strumenti per produrre di più, sostituire i prodotti che non fanno produrre più, riprodurre i prodotti che facevano produrre un tempo ma che spolverati potrebbero far produrre ancora qualcosa.
Saturno che mangia suo figlio.
Si parla della moda, si parla con tassisti che lavoravano nella catena produttiva aziendale e si lamentano che ora non producono comunque abbastanza. Non si produce mai abbastanza beneficienza. Si produce lo smog. Le multe produrranno abbastanza per produrre nuove metropolitane? La produttività è quello che viene prima di ogni azione, che si attacca come una scimmia ad ogni sostantivo, che indirizza le discussioni agli aperitivi, in cui si produce il prodotto per il proprietario del locale che produce traffico di persone per far piazzare i prodotti dei negozi affianco che a loro volta vivono dei prodotti che qualcuno distribuisce loro, alle volte arrivano da paesi in cui ci sono altre mafie, ma a Milano non interessa, a Milano si produce. E se si cade nell'imbarazzo non vi preoccupate... qualcuno parlerà prima che si possa anche solo pensare al fatto che si sia prodotta una cosa così umana.
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postato da 99giu alle ore 02:16
venerdì, 11 gennaio 2008

ballate disordinate

m'hai regalate
le ballate non pagate
come sorrisi di cartapesta
stropicciate
ci si nascondono:
le voci nelle gole
i pianti nei balconi
le scarpe rintanate
coperte dai portoni

m'hai regalato:
un luogo per nascondermi i programmi
proprio tu, in fondo sai
che non so farli..
chè la sopravvivenza è il mio interesse
quotidiano,
tentativo,
avverso all'indolenza del mattino

e allora tu perchè giri la faccia
quando passeggi dietro la mia testa?
ed io mi blocco forte, tu lo sai,
dal rincorrerti
perchè se così vuoi,
io così posso

ma avevo quella gonna
e quelle piume
ero nascosta bene dal mio clown!
eppure hai preferito
l'irrisolto
al tiepido dolore del tuo addio

tu sappi che proteggo quel ricordo
di pioggia una mattina di settembre
o forse un mese dopo
ma che importa?
i portici e l'ombrello
son con me

tu sappi non dimentico
quei pianti
le grida
- mie
tue -
le rintronanze
e gli sconvolgimenti

che nelle dedizioni

bruciano le palpebre
agli intenti.
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postato da 99giu alle ore 01:31
martedì, 11 dicembre 2007

Tutti piangiamo almeno una volta con un pezzo degli smiths
è fatto apposta quel pezzo
a ricordarti di quando finisti a comprare un pianoforte sotto al cavalcavia
e milano era d'inverno
nebbie sul naviglio pavese
automobili congestionate
e un autobus malfamato che non arriva mai
e m'hai consigliato tu

e ora quel pianoforte spesso resta spento
perchè ho troppe paure
in me mi perdo
subisco
dimentico un'azione nel pensare
e così rischio
la perdita finale

tutti almeno una volta abbiamo tardato troppo la notte
la mia vita però
si mescola di tutti i qualche volta del mondo
che per me diventano dei sempre

e continuo a prendere treni
a vedere cambiar le stagioni oltre il finestrino
così, veramente sporco
come i miei terrori

la mattina presto:

nebbia ancora forte
luci artificiali
accendispegni di telefonini
a ricordarmi che io esisto
che la vita è un continuo
e non posso che reagire

ma non ti vorrei perdere
ti sento scivolare

nessuno può permettersi di pregare
di non farsi abbandonare
(anche poco prima di Natale)




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postato da Daniele2046 alle ore 23:07
martedì, 04 dicembre 2007

Certe volte mi vien voglia proprio di aprirlo il nome suona benissimo
casalingo-indie.splinder.com un blog che che dia consigli agli altri come me, ragazzi soli in lotta con una casa in continua rivolta.

"Oggi vi parlo del fenomeno delle pirofile di vetro, se vi capita che qualcuno in casa vostra cucini pasta gratinata con formaggio e besciamella (mi riferisco a "qualcuno in casa vostra" e non a voi perché so bene che non ne sareste assolutamente capaci) ricordate di lavare la pirofila da cui è uscito quel ben di dio immediatamente dopo averla mangiata. Qualora non lo faceste, potreste ritrovarvi come me per interi minuti a chiedere alla spugna di staccare via lo sporco, ma non ricevereste alcuna risposta, l'unica soluzione saranno le unghie e più crederete di averne tolto più lo sporco si riformerà come un mostro di qualche horror low budget."

Scriverei così, ogni giorno, presentando tutti i diversi problemi che una casa può regalare e chiuderei ogni post con un consiglio musicale a tema

"Qualora anche voi abbiate a che fare con la pirofila assassina consiglio l'ascolto in sottofondo dei Battles, l'ossessività del ritmo e dei suoni richiamerà e sarà la giusta colonna sonora del continuo e inarrestabile riformarsi di macchie... lottate affinché la pirofila non voli a terra!"

Lo so che lì fuori ci sarebbe un esercito di indie casalinghi pronto a seguirmi........
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postato da Daniele2046 alle ore 00:58
martedì, 27 novembre 2007

Raccolgo veloce un pezzo di carta, come un raptus incontrollato... Scrivo ripetutamente "Aperto al sogno", lo lo scrivo una dozzina di volte lo scrivo ogni volta con caratteri differenti come se ciascuno fosse un lato di un significato che lentamente si dipana e si dipana in una frase e si dipana in un'uguaglianza chiusa poi da una disuguaglianza.

"Solo restando aperto al sogno si può diventare come dei vecchi felici"

Sogno = pulsione = vita = nessun rimpianto (simbolo del diverso) nessun ricordo

Rileggo tutto, arrivo alla conclusione che in quelle righe ci sia una piccola verità su come invecchiare bene, senza creme rassodanti, senza lampade e orologi che segnano un tempo che si vorrebbe fermo immobile.
Penso a quelli che sanno dare emozioni anche a 66 anni e hanno la spinta a cercare e a desiderare (una mail, una foto, un paio di scarpe)

Mentre torno a casa attraverso la nebbia che si è fermata sotto il mio balcone e come un incanto mi giungono parole mai sentite prima ma magiche e che colpiscono e stendono al primo colpo... sì, la vita è insopportabile per chi non riesce a vivere, la vita è insopportabile per chi non resta aperto al sogno


 
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postato da Daniele2046 alle ore 01:27
mercoledì, 21 novembre 2007

C'è un momento nella vita degli uomini, per i più (fortunati) in adolescenza, in cui quelle ire diddio di papà e mamma diventano tutto d'un tratto degli esseri umani come gli altri, difettosi e difettati. Insomma l'acne giovanile sta  ai genitori come la criptonite sta a  superman.

Lo stesso puà avvenire per tutte quelle figure paragonabili a un genitore che guida la propria crescita personale.
A me è avvenuto, ormai da un po' con Manuel Agnelli. La mia acne tardo universitaria è stata la sua criptonite.
Dall'essere una figura intoccabile e irraggiungibile si è fatto uomo e nel tempo ha saputo dare dimostrazione delle sue fallibilità... Direi che la repressione vinca su tutte le altre.

Ci sono però giorni in cui scorri sulla strada invasa dal buio, le 18 come le 23, osservi scure nubi "Ogni alba avrà un po' di morte dentro sè". Arrivi fino alla nona traccia tra droghe, sangue, fallimenti e amori nei tormenti.

Ti fermi, non osservi più le nubi, ascolti solo i tuoni che puntuali arrivano.
Ci vuole un po' perché il tempo torni a volgere al sereno. Ti rimetti in macchina c'è buio ma questa volta è diverso, le 23 come se fosse luce "Seguimi e così che non c'è più un posto dove andare solo un altro che ha perso e tu sei mia. Sopravviverai, sopravviverai, sopravviverai per noi".

Non so se il destino  abbia qualche ruolo sui due tempi del mio ascolto, se è culo o se è il padre infallibile della mia adolescenza so '90s ha voluto farmi un regalo, il fatto che resta è che non importa quante nubi possano gridare attraverso una chitarra quando basta la voce delle parole giuste a far tornare tutto a luce piena.
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postato da Daniele2046 alle ore 04:52
domenica, 18 novembre 2007



comequando si ride del proprio disagio nerd fino alle 5
comequando scordi di quando le code non hanno tenuto
comequando siamo innegabilmente due voci e quattro mani
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categoria : vissuto e blaterato, daniele2046

postato da 99giu alle ore 01:14
mercoledì, 14 novembre 2007

vorrei scrivere qua righe infinite
di sensazioni infinite, anche se ho un po' di febbre e la gola brucia
vorrei ma proprio non riesco
è che sono troppo felice
e ogni tanto, quando riesco a tenere in mano questa dannata pistola calda che è la felicità, bhè, non ho voglia di dire nulla.
sto vivendo
e ho un sorriso di 2000 denti
basta?
..si.
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postato da 99giu alle ore 01:32
martedì, 13 novembre 2007

comequando
finalmente hai con te il nuovo EP di Paolo Benvegnù
ed è lì che ti guarda da un'ora
e tu lo sbirci
poi chiudi la pagina
e poi la riapri.
ma non riesci ad aprire gli mp3
perchè sai già che faranno malissimo
e allora li passi alla tua amica
che magari lei, chissà, avrà meno timore.
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postato da 99giu alle ore 17:06
venerdì, 19 ottobre 2007

"colonne sonore valide distolgono l'attenzione da inquadrature terribili"

quindi stasera si va dai Clara
che è il caso.




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postato da 99giu alle ore 18:31
giovedì, 18 ottobre 2007

è da mesi che, in varie vicende, mi rimbomba in testa questa frase, sempre "e alla fine l'amore che ricevi è uguale all'amore che fai". lo diceva john lennon ma io continuo progressivamente a crederci meno, alal fine, se lennon avesse vissuto davvero questa cosa non avrebbe probabilmente scritto nulla di quello che noi possiamo ascoltare ma io non sono john lennon..e mi tocca fare i conti con questa disaffezione.
comincio a pensare che più vuoi fare del bene, dimostrare amore, affetto, interesse per qualcuno più alla fine vieni simbolicamente respinto e concretamente frainteso
è una botta al cuore sempre, anche per me che solo adesso mi ci scontro per la prima volta e mi chiedo dove ho sbagliato e non trovo risposta.
non so come comportarmi, sono tesa, imbarazzata con me stessa, e più ci penso, alla risposta, più questa sembra allontanarsi.
sarà banale ma un'amicizia per me è una cosa preziosa, la più preziosa di tutte, una cosa da coltivare con tutti gli strumenti del caso, per me è sempre stato così, per me che ho sempre preferito vivere poche amicizie vere piuttosto che circondarmi da tanta inutilità
ed è buffo che oggi, proprio camminando verso l'università pensassi a che bel rapporto avevamo costruito e com'era stato bello averti detto cose che non ero riuscita a dire a nessuno e chiamarti in lacrime come con nessuna amica prima avevo fatto.
e poi un tuono mentre c'è ancora sole e mi sento un'imbecille, la paura di aver sbagliato tutto e il cuore triste
e non parlo perchè già faccio fatica normalmente e adesso mi sento una bolla fredda tutt'intorno
e penso che forse tanto affetto vero e incondizionato a volte spaventa
e penso che invece no, forse sono io che ho frainteso, che mi sono presa libertà di intimità e confidenze che non dovevo
ma dentro qualcosa dice di no che questa sono io e che sono ancor più triste all'ide di non aver, non solo fatto capire un affetto, ma proprio l'opposto, sentimenti contrari e orribili
ma dopo tutto questo pensare sono di nuovo con le mani in mano
e gli angoli della bocca in giù.
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postato da 99giu alle ore 15:25
martedì, 16 ottobre 2007

vorrei scaraventare la testa sulla tua e invece prima o poi farò volare questa stanza e dubito che mi possa accontentare, sai a volte mi sveglio e fingo tu sia qui perché ho sempre meno peso e comunque pensarti mi ancora mentre vado alla deriva e non so cosa darei pur di averti accanto,per averti accanto

nvcC
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postato da 99giu alle ore 01:39
martedì, 09 ottobre 2007

s'affievoliscon le luci rosse, lievi, la stanza decomposta in oggetti d'amori e disamori, visi contorti o astrazioni, caleidoscopi destrutturati, immensità narrate in parole scritte a caso, poesie futuriste, musiche dissonanti.
sconvolge il desiderio minuscolo che celo, in esplosione, cielo, tra le mani, in mezzo al petto.
lo sogno in strade bagnate di pioggia atonale ed è così che ridicoli nell'apparir ai passanti, paiono gli immensi ticchettii, lo immagino ruscello poco più che sporco poco meno di fiume, dandogli forma sotto a qualche ombrello, tra suoni che cullano musiche pop (leggero sorriso, falsa iracondia) e incapacità che nascondo, risvolti che non ti mostro, sensazioni inaccettate disturbate infantili rilanciate.
ecco che mi presento
così imperfezione
così proiettata
così un tentativo
e non m'offenderei se..
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postato da 99giu alle ore 02:49
mercoledì, 03 ottobre 2007

punto primo: non me ne frega un emerito cazzolo dell'uscita del nuovo album dei radiohead, ecco, quindi per favore blogger di tutto il mondo unitevi e smettetela di cagare le balls con questa benedetta uscita imminente che i radiohead sono un cazzo di gruppo anni 90 punto.

punto secondo: adesso probabilmente i radiohead faranno un disco della madonna

punto terzo: a me i canadians e tutte quelle sbarbate lì da frangette e simili hanno veramente rotto le palle, ma mi spiegate cosa ideologicamente ma, ancor più importante, musicalmente hanno da dirmi i canadians?!
loro, le loro sparacinate e tutte quelle palle lì
bastaaaaaaaaaa
B A S T A

punto quarto: a proposito di frangette ci tengo a specificare e in qualche modo a saggificare che le frangette non ci vanno allo spazio oberdan
hanno troppo poco tempo
devono comprarsi i vestiti da h&m e nei negozi vintage o presunti tali
trovare per tutto il weekend, a partire dal venerdì pomeriggio, ottime movenze et motivazioni per entrare al plastic all'atomic o chicchessia luogo di genere e finto camdentown
non hanno mica tempo per antonioni e per rossellini loro, eh no eh, di cultura ci si riempie la bocca, mai la testa, che se no mifatroppafatica e poi non ho tempo per scegliere di che colore mettere gli skinny jeans

punto quinto: mi sono rotta di tutti voi faville e sfaville, e capelli tutti uguali, scarpe tutte uguali, sguardi e smalti tutti uguali...

"e poi, la moda passerà.."


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postato da 99giu alle ore 18:51
lunedì, 03 settembre 2007

QUA


il mio pensiero sulla nottata live di Morgan @ Le Scimmie (MI)
il 31 agosto 2007.

a presto.
continua la rivoluzione, stavolta a suon di rolling stones (avec Jones)

delusione del giorno: trovare un vinile di kurt weill in casa e scoprire che è cantato in italiano, da una donna.
immensa tristezza.

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postato da 99giu alle ore 04:08
mercoledì, 29 agosto 2007


gli everly brothers sono l'incipit del surf e sono romantici, sprezzanti o dolci, accorati, notturni, adatti, bravi.
la grande rivoluzione della mia stanza stanotte l'hanno accompagnata loro, seguiti a ruota da Benjamin Biolay che non poteva mancare nella circostanza.
Ho fumato delle sigarette al mentolo le uniche trovate nel mucchio, comprate a parigi circa...4 anni fa..ma le sigarette avranno una scadenza?
non me ne sono mai curata.
sta di fatto che queste sigarette danno una sensazione illusoria di non nocivo, pulizia ai denti, senza sapere direttamente di menta.
favoloso.
incredibile cosa riservi mettere in ordine una stanza a questi livelli
stracci, getti via, ti separi da cose sepolte e dimenticate che muovono poi a compassione non appena riapparse ai tuoi occhi, qualcosa lo trattieni qualcosa lo getti felice consapevole di un abbandono decisivo, dovuto (anche se magari è un vecchio scontrino) per far spazio a una nuova cosa, un nuovo oggetto, più simbolicamente, un nuovo momento (un nuovo scontrino?)
Rinvengono le foto delle prime cotte, quello biondo con gli occhi chiari, quello moro con gli occhi vivaci e quello che chissà come faceva a piacermi questo
si riscoprono parole scritte a una macchina da scrivere, stampe sbavate di poesie solitarie, componimenti a quattro mani, lettere di chi non vedi da molti anni.
una cartolina di un mito che non lo è più
immagini di luoghi osservati di recente, così che poi si possa confrontare
custodie di occhiali
occhiali delle elementari
portachiavi distrutti a cui eri affezionata
orologi che non hai mai portato
mille e più biglietti di treni
spazzole per capelli
istruzioni del primo telefonino
foto del nonno
di mamma e papà da bambini
di me da bambina in braccio a loro
lettere di amici che fanno sorridere
(chissà quali drammi, a quattordici anni!)
lettera della mamma compleanno scorso, lacrime

tutto poi si divide in cartelline, sono due le mie, e dividono le scartoffie del passato da quelle più recenti
la linea di demarcazione è il guaio, lo stacco, la prova
io la mia la conosco
e sistemando oggetti, quando la trovi, impari a volergli più bene

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postato da 99giu alle ore 02:55
martedì, 28 agosto 2007

Ore 2.48

pensieri sparsi dal ritorno.

Parigi non è per un cazzo Londra e anche se questa frase vi sembrerà banale io e qualcun altro sappiamo che non è affatto così.
Ho pochi soldi e li sto spendendo tutti in vinili degli anni 60.
Appiccico cose ai muri, sostanzialmente la mia stanza però è una catapecchia di cose sommate le une sulle altre uno squat per carta e cd, per vhs e libri, dvd e immagini-icone.
Sulla spalliera del letto non John e Yoko ma Tristan Tzara e Jean Cocteau.
Dada che protegge nella notte.
Devo vederti presto anche se ci siamo appena salutati.
Il disco dell'estate si chiama Abbey Road, ha una cover famosa ma nessuno se l'è mai cagato profondamente (tranne te, lettore che stai leggendo ora, si, lo so) e tutto solo perchè è arrivato dopo il White - capolavorosommo- album..vi pare giusto?no, quindi ascoltatelo e quando partirà Because piangete, senza timore, che l'ha scritta Yoko sulla partitura di una sonata di Beethoven.
Una delle mie due sorelle mi sta sulle palle ufficialmente prima o poi avrei ufficializzato la cosa, fatto.
Nulla è più bello di Milano, ultima d'agosto, ore 20.10 circa, tramonto sui palazzi, cielo rosa tra tetti e gru, nulla è cambiato.
Milano nei parchi la domenica mattina d'agosto.
Agosto è Milano.
Sempre.
Vado ad attaccare altre cose ai muri.

2.55



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categoria : milano, scritto

postato da 99giu alle ore 03:27
venerdì, 03 agosto 2007

terra di poeti di artisti cineasti visionari
di tutto
dove non c'è posto
terra di raccoglitori di immondizie di prime serate seconde giornate
rivoluzioni sul divano
rincorse corse pochi tempi
dvd accatastati
libri ammucchiati
ne leggo tre alla volta
ho il tuo film di fellini qua accanto.
terra di sgualcito
non studiato
pellegrinaggio sentimentale prenotato
di gara a chi ha capito
tu non hai capito?
bene: fallito
terra di film su bianciardi
e nessuno sapeva chi è bianciardi
ora tutti sapranno che è bianciardi
tutti ameranno bianciardi
e meno male
evviva la paglia
davanti al viso di Coppola.
M...
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